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July 02 LAMENTAZIONI BIBLICHE
I di mons. Raffaele Nogaro June 28 DALLA SECONDA LETTURA DI OGGI : il peccato sociale nello spreco della società industrializzataSeconda lettera di san Paolo apostolo Corinti 8,7.9.13-15. E come vi segnalate in ogni cosa, nella fede, nella parola, nella scienza, in ogni zelo e nella carità che vi abbiamo insegnato, così distinguetevi anche in quest'opera generosa.
La parola di Dio entra sempre nella nostra vita e nella nostra storia. Questo brano mi ha fatto venire in mente l’enorme divario che esiste tra i paesi cosiddetti industrializzati e i paesi del terzo mondo, la necessità non solo di aiutare queste popolazioni ma di “emanciparle” rispetto alle loro problematiche e all’arretratezza produttiva. Non basta, infatti, supplire alle loro necessità se non vogliamo creare dipendenza ma occorre lavorare affinché questa necessità si riduca il più possibile. E’ fondamentale nella vita cristiana la reciprocità nell’aiuto, la cura (I care) di cui Don Milani fece il suo motto, perché nel mondo ci sia UGUAGLIANZA, non solo di diritti e doveri ma soprattutto uguaglianza di quantità di cibo nel piatto che ci sfama. E’ di questo che sto parlando, del cibo e della sopravvivenza quotidiana, di milioni di bambini che muoiono di fame mentre le multinazionali si arricchiscono. Ma il mio pensiero va anche alle nuove povertà, quella del mio vicino di casa, che accetta anche pane raffermo, quello che noi gettiamo nella spazzatura, a quelli che con lo stipendio non superano la terza settimana del mese nel migliore dei casi. Il problema fondamentale è la sete di potere e l’avidità dei ricchi. Gesù non è mai stato contro la ricchezza ma contro l’accumulo di beni superflui, contro il desiderio di possedere sempre di più mentre gli altri patiscono e stentano a sopravvivere. Come dice Paolo “Qui non si tratta, infatti, di mettere in ristrettezza voi per sollevare gli altri, ma di fare uguaglianza” questa è la giustizia alla quale ci richiama il Vangelo, dare ai poveri, condividere il proprio e rinunciare almeno al nostro superfluo. Anche in questo caso però, non basta aiutare, dopo l’assistenza viene il vero lavoro, combattere l’ingiustizia sociale e le politiche sbagliate. “Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia perché saranno saziati”: la nostra sazietà sia soddisfatta nella sazietà altrui! Allora forse oggi più che mai la preghiera più indicata è il Padrenostro, che AIUTI NOI a fare in modo che tutti abbiano il loro pane quotidiano, che a nessuno manchi il necessario nutrimento, che nessuno muoia più di fame: un anacronismo non più accettabile, che non deve essere ignorato da chi è abituato ad indagare la propria coscienza e a farla parlare nel profondo di se. Amen
June 24 L'AMORE: UNA VOCAZIONE PER CHI CREDE E PER CHI NON CREDE
Sia pure attraverso un lungo errare, verso l’amore. Ci impegniamo non per riordinare il mondo, non per rifarlo su misura, ma per amarlo; per amare anche quello che non possiamo accettare, anche quello che non è amabile, anche quello che pare rifiutarsi all’amore, poiché dietro ogni volto e sotto ogni cuore c’è, insieme ad una grande sete di amore, il volto e il cuore dell’amore. Ci impegniamo, perché noi crediamo all’amore, la sola certezza che non teme confronti, la sola che basta per impegnarci perpetuamente. Ci impegniamo noi e non gli altri. Ci impegniamo noi e non gli altri, unicamente noi e non gli altri, né chi sta in alto, né chi sta in basso, né chi crede, né chi non crede. Ci impegniamo, senza pretendere che altri si impegnino, con noi e per conto loro, come noi o in altro modo. Ci impegniamo, senza giudicare chi non si impegna, senza accusare chi non si impegna, senza condannare chi non si impegna, senza disimpegnarci perché altri non si impegnano. Ci impegniamo, perché non potremmo non impegnarci. C’è qualcuno o qualche cosa in noi, un istinto, una ragione, una vocazione, una grazia più forte di noi stessi. Ci impegniamo, per trovare un senso alla vita, a questa vita, alla nostra vita, una ragione che non sia una delle tante ragioni che ben conosciamo e che non ci prendono il cuore. Si vive una sola volta E non vogliamo essere “giocati” in nome di nessun piccolo interesse. Non ci interessa la carriera, non ci interessa il denaro, non ci interessa la donna o l’uomo se presentati come sesso soltanto; non ci interessa il successo né di noi, né delle nostre idee, non ci interessa passare alla storia. Ci interessa di perderci per qualche cosa o per qualcuno che rimarrà anche dopo che noi saremo passati, e che costituisce la ragione del nostro ritrovarci. Ci impegniamo A portare un destino eterno nel tempo, a sentirci responsabili di tutto e di tutti, ad avviarci. (Primo Mazzolari )June 23 E un poeta disse: parlaci della Bellezza....
E lui rispose: Lo stanco e l'annoiato dicono: Di notte le guardie della città dicono: Tutte queste cose avete detto della bellezza, Popolo di Orfalese,
Di Kahlil Gibran
June 21 DAL VANGELO DI OGGI: passare all’altra riva…come eterni migrantiDal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 4,35-41. Passare all’altra riva, è l’eterno movimento della vita. Il nostro perenne andare è segnato spesso da tempeste come quella descritta nel Vangelo, ma Gesù è sempre con noi, compagno di viaggio insostituibile. Molto spesso occorre “lasciare la folla”, restare soli con Lui e rimanerci anche quando Egli non risponde alle nostre preghiere e sembra dormire. Questa è una bella immagine spirituale che ci fa capire che anche quando ci sentiamo soli e impauriti e pensiamo che Dio non si curi di noi, in realtà Gesù è presente. Sapere questo ci rende consapevoli e fiduciosi che possiamo affidarci a Lui e restare nella calma e nella pace. E’ la fede che fa miracoli! La paura è un sentimento comune a tutti ma la possiamo superare con il coraggio della fede, con la preghiera e con lo sguardo fisso su Gesù che è l’unica certezza della nostra vita. Gesù ci dice di non avere paura, di fidarci di Lui perché dalla fiducia nasce la forza e dalla forza la certezza che la tempesta passerà. A che serve agitarsi quando le cose non vanno come vorremmo, oppure quando non riusciamo a tenere una situazione burrascosa sotto controllo? Rischiamo che la barca si rovesci prima del tempo. Se Dio è con noi, chi sarà contro di noi? Questa è la certezza che deve sempre accompagnarci nella vita. La tempesta non va sempre affrontata, ci volte in cui dobbiamo lasciarle fare il suo corso, così che vada verso un naturale indebolimento e quando è terminata, avendo conservato le nostre forze, riprendere la rotta verso la metà. Questo brano mi ha anche fatto venire in mente le navi stracolme di clandestini che intraprendono viaggi verso rive che spesso non sono per niente accoglienti. La loro speranza è così grande da renderli capaci di affrontare ogni tempesta e anche il rischio di morire prima di arrivare a destinazione. Loro hanno molto più coraggio di noi nell’affrontare la vita, coraggio che viene dalla disperazione, dal non avere nulla da perdere. Questo è il punto, noi abbiamo troppo da perdere per osare, siamo troppo attaccati ai nostri beni materiali per pensare di “levare le ancore” o di rischiarli per affrontare il “mare aperto”. A volte certe rive sperate non accolgono nemmeno noi e così ci tocca continuare a navigare sperando di avere più fortuna….siamo eterni migranti in cerca di approdo e come Gesù non abbiamo mai dove posare il capo. Come loro andiamo verso la terra promessa, sconosciuta e desiderata e che forse come molti di loro e come Mosè non vedremo mai, ma avremo tracciato un cammino per chi verrà dopo di noi. Da questi “ ultimi” possiamo imparare il coraggio di vivere e di rischiare…forse vengono qui per insegnarci cosa è che più conta nella vita: la libertà di andare.... Buona navigazione
Ovvero i libri di cui ricordo ancora qualcosa!!!
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